██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Copertino
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwhaCopertino (mwhqCupirtinu in mwhgdialetto salentino) è un mwhwcomune italiano di mwia22 679 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Lecce in mwjgPuglia.
Situato nel mwkaSalento occidentale, ha dato i natali a mwkqsan Giuseppe da Copertino.
Contents
• Storia
• Origini
• Simboli
• Società
• Dialetto
• Cultura
• Media
• Cinema
• Musica
• Eventi
• Economia
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Geografia fisica
Dal punto di vista meteorologico Copertino rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mwlwmediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la mwmatemperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai mwmq+9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui mwmg+25,1 °C. Le mwmwprecipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai mwna676 mm, presentano un minimo in mwnqprimavera-mwngestate ed un picco in mwnwautunno-mwoainverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle mwogSerre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da sud-est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisolacite-ref-4[4].
| Copertino | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Copertino | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 12,4 | 13,0 | 14,8 | 18,1 | 22,6 | 27,0 | 29,8 | 30,0 | 26,4 | 21,7 | 17,4 | 14,1 | 13,2 | 18,5 | 28,9 | 21,8 | 20,6 |
| T. min. media ( °C ) | 5,6 | 5,8 | 7,3 | 9,6 | 13,3 | 17,2 | 19,8 | 20,1 | 17,4 | 13,7 | 10,1 | 7,3 | 6,2 | 10,1 | 19,0 | 13,7 | 12,3 |
| Precipitazioni ( mm ) | 80 | 60 | 70 | 40 | 29 | 21 | 14 | 21 | 53 | 96 | 109 | 83 | 223 | 139 | 56 | 258 | 676 |
| Umidità relativa media (%) | 79,0 | 78,9 | 78,6 | 77,8 | 75,7 | 71,1 | 68,4 | 70,2 | 75,4 | 79,3 | 80,8 | 80,4 | 79,4 | 77,4 | 69,9 | 78,5 | 76,3 |
• mwqgClassificazione climatica di Copertino:cite-ref-5[5]
• mwsqZona climatica: C
• mwswGradi giorno: 1194
Storia
Origini
Secondo la tradizione la cittadina sorse nel 560 o nel 615 d.C. dall'unione degli abitanti dispersi dei casali di mwuaMollone, mwuqCasole, mwugCigliano, e mwuwCambrò; verosimilmente il suo sviluppo potrebbe attestarsi nel 924 anno in cui i mwvasaraceni distrussero quei casali e straziarono la vicina mwvqNardò. Raccolti in un agglomerato preesistente di mwvgorigine bizantina, gli abitanti superstiti dettero vita ad una nuova comunità che chiamarono dapprima mwvw"Cittadella", ma che in seguito stabilirono di denominare mwwaConventino, poi mwwqCupertino ed infine mwwgCopertino. Quale arma civica scelsero un albero di pino con le radici affioranti e ai lati del tronco apposero le lettere C e P per significare la neonata mwwwConventio Populorum. Dunque, il primo fenomeno di aggregazione di popolazione nel territorio di Copertino ebbe inizio con la dominazione bizantina nel Salento.
Dal XI al XIV secolo
Il contesto storico di Copertino, dopo la dominazione bizantina, risulta più chiaro, in quanto le dinastie mwxgnormanno-mwxwsvevo-mwyaangioine che si succedettero privilegiarono la cittadina di strutture attrattive per la popolazione. Scesi a patti col pontefice mwyqNiccolò II, i mwygNormanni si insediarono nell'mwywItalia meridionale e nel 1088, per volontà del conte Goffredo edificarono in Copertino un tempio di mwzarito latino per contrapporlo a quello di San Nicola di mwzqrito greco. Si tratta dell'attuale Chiesa Matrice che nel 1235 lo svevo mwzgManfredi di Sicilia volle dedicare alla Vergine delle Nevi. Altra testimonianza tangibile della loro presenza in Copertino la si riscontra in alcuni tessiture murarie del Castello. A quell'epoca Copertino è definito ancora "casale" essendo privo di adeguata recinzione muraria ed i diritti feudali appartenevano a Francesco Maletta.
Nella seconda metà del mwaaDuecento, quando l'agguerrito esercito di mwaqCarlo d'Angiò annientò definitivamente gli mwagSvevi, il casale di Copertino (insieme a quello di mwawCarpignano), fu infeudato a Guido e Filippo De Pratis. Da questi passò a mwbaGualtieri di Brienne, mwbqduca di Atene e mwbgconte di Lecce, il quale completò il mwbwmaschio iniziato dagli Svevi e apportò ulteriori ampliamenti al castello. I Brienne, e successivamente i d'Enghien, loro eredi, divennero signori di un vasto territorio che elevarono a contea. Ne fu capoluogo Copertino e comprendeva le terre di mwcaGalatone, mwcqLeverano e mwcgVeglie. Con il matrimonio di mwcwMaria d'Enghien, contessa di Lecce e di Copertino, con mwdaRaimondo Orsini del Balzo la contea fu inserita nel mwdqprincipato di Taranto. In occasione del matrimonio di Caterina loro figlia con il cavaliere francese mwdgTristano di Chiaromonte, la contea passò al governo di quest'ultimo il quale ne elevò gradualmente il suo capoluogo. Fu proprio il conte Tristano, secondo la transunzione di alcuni atti, che nel 1430 fece cingere per primo l'ellittico centro antico di Copertino. Si dice che costui allacciò buoni rapporti con il clero locale. Ma divenne ancor più famoso quando dette in moglie la figlia mwdwIsabella di Chiaromonte all'aragonese mweaFerrante, figlio di mweqAlfonso d'Aragona ed erede al trono di mwegNapoli.
Sul finire del mwfaXIV secolo la popolazione locale, come del resto tutte quelle dei centri feudali, si raggruppò nell'mwfqUniversitas allo scopo di regolare i rapporti giurisdizionali tra il potere elettivo del popolo e gli ufficiali della regia mwfgBagliva che rappresentavano gli interessi dei feudatari. A fianco dell'Università lottava pure il clero che non accettava il controllo della curia vescovile per esserne esente in virtù di antichi privilegi.
Dal XV al XVI secolo
Tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento Copertino era divenuto un interessante polo commerciale grazie soprattutto alle infinite distese di uliveti i cui frutti venivano macinati in numerosi mwgqfrantoi ipogei, mentre l'olio veniva trasportato nel vicino mwggporto di Gallipoli per essere spedito nei paesi nordici. Questo relativo benessere economico favorì l'accentramento della popolazione e quindi un lento ma progressivo incremento demografico.
Nell'antico centro abitato sorgerà il Convento di San Francesco. Con l'avvento degli mwhaAragonesi al potere, i quali lo conquistarono con l'aiuto dell'esercito spagnolo e alcuni cavalieri albanesi, nel 1498 la contea di Copertino fu concessa ai mwhqCastriota Granai, albanesi appunto, in segno di gratitudine per l'aiuto prestato. Con la loro presenza, durata quasi tutta la prima metà del mwhgCinquecento, Copertino visse il periodo aureo della sua storia.
A mwiaGiovanni Castriota Granai si deve la ristrutturazione del complesso monastico di Casole per affidarlo ai mwiqMinori osservanti. Suo padre Alfonso, generale di mwigCarlo V, ampliò e fortificò la cinta muraria. A ridosso della chiesa Matrice fondò il Monastero di Santa Chiara il cui badessato, fino al mwiwSettecento, fu retto da tutta una generazione di Castriota. Ma l'opera che maggiormente lo consegnò alla storia copertinese fu l'ampliamento del vecchio maniero il cui progetto affidò all'architetto militare mwjaEvangelista Menga. Di pari importanza fu anche lo sviluppo dell'edilizia civile incrementato dalla borghesia che scelse di stanziare a Copertino lusingata dagli stessi Castriota. Con la scomparsa di Antonio, ultimo discendente maschio di Alfonso Castriota, la contea di Copertino passò alle dipendenze del Viceregno spagnolo che nel frattempo aveva scalzato la dinastia aragonese. Fu, questa, l'epoca del baronaggio forestiero che si infiltrò e trasformò la popolazione al punto tale da farla sentire spagnola per tendenza, per lezioso cerimoniale e per umiliante soggezione al Consiglio madrileno. La contea di Copertino fu, quindi, messa all'asta e, nel 1557, venne acquistata da Vittoria D'Oria, madre dell'arrendatore genovese Uberto Squarciafico per mwjq29 700 mwjgducati. Da questi passò a Giulio Cesare che, morto senza eredi maschi, nel 1582 la trasferì a sua sorella Livia che, sposando Galeazzo mwjwPinelli, la possedette col titolo di marchesato.
Sul finire del XVI secolo i copertinesi godevano un relativo benessere. È il mwkqRinascimento di cui risente l'architettura civile e il cui risultato sarà la nascita di sontuosi palazzi con prospetti che saranno resi eleganti da immancabili mignani. Secondo una tradizione epigrafico-umanistica, inoltre, sulle mwkgtrabeazioni di diverse dimore civili, vengono incisi motti latini che riflettono le doti umanistiche di chi le abitava. Sorgono le prime abitazioni fuori le mura che contribuiranno alla gemmazione del cosiddetto Borgo, polarizzato dal convento e dalla chiesa dei Domenicani e cernierato dal rinascimentale palazzo Capozza. Infatti, le mura del centro abitato, con i suoi ventitré torrioni e le due porte denominate del Castello a nord-est e del Malassiso a sud-est, costituiscono uno spazio decisamente angusto in confronto alla sua evoluzione demografico-spaziale. Se ne accorsero i mwkwfrancescani che nel feudo di Cigliano eressero un secondo convento, una grancia che chiamarono della Grottella. E, sul finire del Cinquecento vi giunsero anche i mwlapadri Cappuccini. Ben sei complessi conventuali, quindi, vi sorgevano sul finire del XVI secolo. L'incessante sviluppo e la diffusione della cultura umanistica, sui quali presidiava la religiosità del peccato, indussero i laici e il clero a costituire un Ospedale capace di far fronte alle richieste dei pellegrini, dei malati e dei più poveri del paese.
Ma Copertino non fu solo terra di monaci e di preti. Qui, nel 1580 ad opera del canonico don Cesare Desa sorse anche la prima tipografia stabile di tutta la mwlgTerra d'Otranto. Ma parallelamente all'arte della stampa si andava affermando anche quella pittorica con la presenza di mwlwGianserio Strafella. Intanto agli Squarciafico erano subentrati i mwmaPignatelli. Anna Francesca Pinelli e il principe di Belmonte, mwmqAntonio Pignatelli, infatti, furono i padroni e i signori di Copertino fino all'eversione della feudalità.
Dal XVII al XVIII secolo
Siamo nel mwnaSeicento, dunque, e Copertino vive i fasti della storia con i prodigi del suo figlio maggiore: mwnqfra Giuseppe Desa da Copertino. Un francescano dai miracolosi prodigi che, dopo il transito terreno, la mwngChiesa elevò agli onori degli altari. Pervaso di religiosità e di misticismo questo secolo fu, per Copertino, quello in cui si segnalavano anche i prodigi del riformato fra Silvestro Calia e quelli del domenicano padre Michele Marzano. Mentre per l'arte, faceva parlare di sé la pittura controriformista del cappuccino fra mwnwAngelo da Copertino. Per la scultura emergeva Giovanni Donato Chiarello e per l'architettura Ambrogio Martinelli. Tra i costruttori vanno citati Adriano Preite, Evangelio Profilo e la famiglia di capomastri Verdesca.
È noto che il Settecento fu segnato da carestie, terremoti e pestilenze. Ma Copertino, se sembrò sfuggire a questi infausti eventi, non poté salvarsi, invece, dalla morsa fiscale dei mwoqBorbone che, proprio nel 1742, sferrarono quell'ingegnoso attacco che si chiamò mwogCatasto onciario. La mwowrivoluzione napoletana del 1799 aprì le porte del mwpaRegno di Napoli ai francesi. Teoricamente scomparvero le angherie feudali (decime e ridecime baronali), ma persistette la prepotenza di chi mal sopportava di essere stato privato di tanto gratuito benessere. Il matrimonio tra la figlia di Francesca Pinelli ed Antonio Pignatelli, Francesca Paolina, con Angelo Granito di Belmonte, infatti, rappresentò l'ultima nota di una feudalità titolata, ma ormai priva di potere.
Dal XIX secolo in poi: l'era contemporanea
Per Copertino inizia l'era contemporanea. Un lungo e faticoso cammino interesserà il paese, il quale impiegherà tutto l'mwpwOttocento per scrollarsi quei retaggi di un feudalesimo che ne aveva blindato il sapere e le energie dei suoi uomini. La legislazione dei napoleonidi, infatti, non troverà ancora uomini pronti a riscattare Copertino da lungo torpore. Il Regio Demanio collocherà ancora una volta uomini avidi di cose e di potere. La ridefinizione dei confini territoriali non assegnerà a Copertino nemmeno una marina, nonostante in antico regime i copertinesi provvedessero alla manutenzione della torre Squillace (o Scianuli). I suoi conventi e le sue chiese saranno depredati da cosiddetti ricevitori del Demanio che si impossesseranno delle opere d'arte o le faranno migrare altrove. Al breve periodo dei napoleonidi subentrarono nuovamente i Borbone. Gli animi dei copertinesi cominciarono a ribellarsi.
Si costituiranno anche qui mwqqsette carbonare con l'unico scopo di sensibilizzare gli animi a fare l'Italia unita. Le lotte si susseguirono fino a quando anche i Borbone non cederanno il passo alla volontà plebiscitaria. I copertinesi chiamati al voto plebiscitario furono, dunque, mwqg1 420. In Terra d'Otranto votarono "si" in mwqw94 570 mentre i "no" furono solo 929. Finalmente, il 21 gennaio 1861 venivano fissate le prime elezioni politiche. Il 14 marzo si apriva a mwraTorino il primo Parlamento italiano. All'indomani dell'unificazione nazionale Copertino attraverserà una seconda faticosa fase di crescita. Tutti gli sforzi furono indirizzati alla bonifica del centro urbano, a rendere le strade praticabili ed applicare tutta una serie di regolamenti che ne scandiranno il vivere civile. Un circolo di lettura, un teatro comunale, l'illuminazione delle strade con lampioni a petrolio sanciranno definitivamente l'affermazione della città borghese.cite-ref-6[6]
Nuovo slancio ebbe la cultura copertinese, con la costruzione, durante il mwsgFascismo, della prima scuola, situata in via Roma e che ora prende il nome di I Istituto Comprensivo.
Simboli
Lo stemma cittadino rappresenta, su fondo d'oro, un albero di pino mwuqsradicato, affiancato dalle lettere maiuscole C e P, iniziali della frase latina mwugConventio Populorum che, tradotta in italiano in "incontro di popoli diversi", testimonia la differente origine dei primi abitanti del paese. Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Basilica di Santa Maria ad Nives
La Basilica di Santa Maria ad Nives sorse nel mwxg1088 per volontà del conte mwxwGoffredo il Normanno e fu intitolata alla mwyaVergine Assunta. Nel mwyq1235 Manfredi, mwygprincipe di Taranto e conte di Copertino la elevò a basilica regia intitolandola alla mwywVergine delle Nevi.
Santuario San Giuseppe da Copertino
La costruzione del Santuario di San Giuseppe fu pensata nel 1753 anno della beatificazione di fra Giuseppe Desa. Nel 1754, dopo una serie di incomprensioni tra alcuni privati e l'Universitas, su disegno del copertinese Adriano Preite si dette inizio ai lavori. Fu necessario abbattere un tratto delle mura e la chiesa di San Salvatore. Come si leggeva in un'epigrafe scomparsa, la chiesa fu terminata nel 1758. L'edificio è a pianta centrale ed è coperto a volta. Nel 1872 fu ingrandito con la realizzazione dell'attuale vano absidale. Un'iscrizione sulla parte esterna dell'abside rimanda al costruttore Quintino Lupo. Il suo interno è sobrio, elaborato da eleganti stucchi, contrapposto ad una facciata concava, di media elevatura, ma sinuosa per i grandi moduli e le mw3gvolute in mw3wcarparo. All'interno vi sono custodite numerose reliquie del Santo tra cui il cuore, giunto a Copertino da mw4aOsimo il 7 aprile 1953. L'edificio comprende anche la piccola stalla in cui Franceschina Panaca diede alla luce Giuseppe Maria Desa. Il misero ambiente seicentesco si presenta col tetto a capanna fatto di paglia, canne e tegole, i muri scrostati, un camino e due stipetti a muro.
• Casa Paterna di San Giuseppe
Si tratta di una piccola casa ad unico vano appartenuta a Felice Desa, padre di Giuseppe. Qui, Franceschina Panaca diede alla luce Brigida (1587), Pietro (1591), Margherita (1595) e Livia (1601). Tutti fratelli di Giuseppe che, tranne Livia, morirono in età giovanile. Dopo la morte di Felice Desa, la casa passò a Franceschina che nel 1623 la cedette alla figlia Livia. In seguito fu venduta a privati e solo nel 1753, in occasione della beatificazione di fra Giuseppe, venne acquistata dai mw5aFrati minori i quali ne fecero una cappella, modificandone il prospetto con l'intento di collocarvi al vertice la statua del Beato.
L'interno ospita sulla parete sinistra un dipinto su tela della fine dell'Ottocento che raffigura l'agonia di mamma Franceschina (1645) assistita dalla figlia Livia e da altri religiosi; nella parte superiore del dipinto è raffigurato San Giuseppe, allora presso il convento di mw5gAssisi, che appare alla madre.
Santuario della Grottella
Il Santuario della Grottella, con l'annesso convento, è situato alla periferia del paese e fu il luogo di molte mw6qestasi di mw6gSan Giuseppe da Copertino.
La storia del santuario ha inizio nel mw7aXVI secolo, quando tra i cespugli fu rinvenuta una grotta sotterranea, sulla parete della quale era dipinta un'icona bizantina della Madonna. Nel 1577 si edificò l'attuale edificio, ampliato successivamente nella seconda metà del Settecento con l'aggiunta di altari barocchi, di affreschi parietali e di una cappella dedicata a San Giuseppe. L'altare maggiore del Seicento contiene l'affresco della Vergine.
Nel 1618, i mw7gFrancescani diedero inizio alla costruzione dell'adiacente convento, il quale fu oggetto della soppressione innocenziana del 1652. Fu riaperto dopo circa trent'anni e ingrandito. Soppresso per la seconda volta nel 1862, fu riaperto nel 1954.
Il grande parco che si estende dinanzi al Santuario viene utilizzato per ospitare importanti manifestazioni musicali e artistiche. Il 19 settembre 2005 è stato teatro del concerto gratuito dei mw8aNegramaro (con la partecipazione di mw8qFranco Califano).
Chiesa e monastero di Santa Chiara
La chiesa e il monastero di Santa Chiara furono fondati nel 1545 per volontà del feudatario Alfonso Castriota.
Il complesso claustrale fu significativamente rimaneggiato nei primi decenni del XVIII secolo. La dimora delle clarisse fu ampliata ed il suo interno fu decorato con stucchi. La chiesa, ricostruita quasi ex novo, perse le originarie linee architettoniche cinquecentesche e venne trasformata in un edificio barocco. Fu officiata dalle monache claustrali le quali vi rimasero fino alla soppressione murattiana. Per circa 150 anni, dal 1826 la chiesa fu sede della Confraternita di San Salvatore e Morti.
Chiesa e convento dei Domenicani
Il complesso conventuale dei mw9wDomenicani, fondato col titolo di mw-aSanta Maria dell'Idria sul luogo di un'antichissima cappella, risale al Cinquecento. Infatti, nel 1570 per volontà dell'arcivescovo di Nardò Ambrogio Salvio, venne edificata una chiesa nella quale fu trasferita un'immagine della Vergine, che secondo le fonti dell'epoca, si considerava miracolosa.
L'attuale struttura è il frutto di numerosi rifacimenti effettuati nel corso dei secoli in seguito a crolli accidentali. L'ultima modifica sostanziale ha interessato l'edificio tra il 1930 e il 1959; in questo trentennio vennero costruite le navate laterali e fu eretto l'attuale campanile. Delle originarie opere architettoniche rimangono due altari barocchi, un affresco riproducente mw-gla Pietà e una tela raffigurante la mw-wMadonna del Rosario (1612), opera del pittore gallipolino Gian Domenico Catalano. Nel 1919 divenne la sede della seconda parrocchia di Copertino.
Resti del convento di San Francesco
Il Convento di San Francesco sorse tra il 1415 e il 1417 per volontà del teologo francescano fra Luca da Copertino, accanto all'antica chiesa di San Nicola di mw-grito greco. Constatato lo stato di abbandono di questa chiesa fra Luca fu spinto a chiederla al vescovo per conto dell'mw-wOrdine, con la promessa di costruirvi accanto un convento per i frati.
Nel XVI secolo il complesso conventuale fu ingrandito. L'imponente prospetto della chiesa ad unica navata era rivolto ad occidente; la torre campanaria conteneva quattro campane; il mwaqepresbiterio e l'altare maggiore erano ricchi di statue e reliquie di santi. Nel 1536 fu realizzato un mwaqicoro di ventidue sedie. Nel 1609 Giovanni Donato Caputo, padre provinciale dell'Ordine e zio di San Giuseppe, fece realizzare il mwaqmchiostro. Nel 1720 i frati dotarono la chiesa di un mwaqqorgano con otto mwaquregistri.
La chiesa è legata alle vicende di San Giuseppe da Copertino. Infatti, tra il 1611 e il 1615 Giuseppe Desa veniva portato quasi ogni giorno dalla madre Franceschina Panaca per invocare la sua guarigione dalle piaghe che ne ricoprivano il corpo. In questa chiesa avvenne la guarigione di Giuseppe.
I decreti murattiani ne segnarono il declino e sul finire del XIX secolo dovette lasciare il posto a nuovi edifici.
Chiesa di Santa Maria di Casole
La Chiesa di Santa Maria di Casole sorge fuori dal centro urbano, sulla strada provinciale Copertino-Nardò. La chiesa, attorno alla quale sono ancora visibili i resti del convento che la circondavano, faceva parte del casale medievale di mwaq4Casole. I primi documenti che attestano l'esistenza di questo casale risalgono al 1274. Tuttavia, il primo insediamento abitativo si sviluppò prima dell'anno mwaq8Mille ad opera dei mwaramonaci basiliani.
L'attuale fisionomia della chiesa risale alla prima metà del Cinquecento, quando venne ricostruita in seguito a una distruzione effettuata da scorrerie turche. Presenta un sobrio prospetto a capanna e due ali laterali con finestre. Sul portale d'ingresso si apre una lunetta recante un affresco della Vergine tra mwariSan Francesco e mwarmSant'Antonio. L'interno, a tre navate, ha una copertura a volta realizzata nel 1668; la copertura delle navate laterali è invece a mwarqvolta a crociera mwarucostolonata. Sono presenti alcuni altari, resti degli affreschi originari e un particolare coro con tre nicchie per lato disposte in diagonale. Dell'adiacente convento rimangono solo alcuni ruderi.
Cappella di Santa Maria delle Grazie
L'attuale redazione della cappella risale alla seconda metà del Cinquecento. Essa fu edificata sulle rovine di un precedente edificio del Quattrocento, intitolato al culto di San Pietro.
La cappella è a pianta rettangolare e ad unica navata con mwarkvolta a botte lunettata. La facciata è alquanto sobria, coronata dalla presenza di un minuscolo mwarocampanile a vela. Gli affreschi, raffiguranti la Vergine tra mwarsSan Pietro e mwarwSan Paolo, risalgono al 1707. Ai lati vi sono collocate due tele di notevoli dimensioni realizzate da fra Angelo da Copertino, noto pittore cappuccino. La prima, entrando a destra, raffigura la Vergine tra santi ed è firmata mwar0F. Angelus a Cupertino per sua devozione pingebat 1682. L'altra raffigura le stimmate di San Francesco.
La cappella è una delle principali attestazioni del culto mariano cittadino fondate sulle rovine di un culto medievale radicato alla tradizione dell'approdo dell'apostolo Pietro sulle coste salentine.
Cripta di San Michele Arcangelo
Interamente scavato nella roccia, l'ipogeo misura mwasu9 x 5,20 m e la volta, sorretta da due pilastri, ha un'altezza di 2,60 metri. L'interno possiede due altari; quello centrale, che serviva per la preparazione e consacrazione delle mwasySacre Specie, presenta un affresco raffigurante il mwascCrocifisso, la Madonna e San Giovanni Evangelista; quello della navata sinistra contiene un affresco con mwasgSan Giovanni Evangelista; un affresco con mwaskSan Michele Arcangelo è posto sulla parete destra. Di particolare interesse è la decorazione del soffitto, dalla quale emerge un cielo stellato.
Architetture civili
Palazzo Pappi
Palazzo Pappi era la residenza della facoltosa famiglia Pappi estintasi già alla fine del Settecento. Della struttura originaria rimane soltanto un caratteristico portale cinquecentesco.
Il portale dei Pappi, realizzato in mwas4pietra leccese e situato all'interno dell'omonima corte, rappresenta un singolare esempio di architettura rinascimentale, a difesa dell'elegante edificio. Il progetto per la realizzazione del portale sarebbe stato eseguito da Evangelista Menga, progettista del locale castello. Il portale mwas8bugnato mwatacatalano-durazzesco è inquadrato da grate lapidee traforate. L'mwatearco a tutto sesto è chiuso da una chiave finemente lavorata, sormontata dall'arma nobiliare dei Pappi, raffigurante un leone rampante. Nonostante la cura riservata, le grate laterali all'arco, paragonabili ad un raffinato merletto, non hanno resistito all'aggressione degli agenti atmosferici. Con il recente restauro, le parti logorate sono state sostituite e consolidate.
Masserie
• Masseria Fortificata Annibale
• Masseria il Trappeto o le Trappete
• Masseria Fortificata La Torre
• Masseria Li Monaci
• Masseria Messere
• Masseria Mollone
• Masseria Cambrò (Specchia di Normandia)
• Masseria La Nova
• Masseria La Cornula
Altri palazzi
Palazzo Ventura
Palazzo Ventura costituiva la residenza della famiglia omonima, stabilitasi a Copertino nel mwauaXV secolo. Della loro dimora resta il pregevole portale, arricchito nel corso del mwaueSettecento con stucchi e motivi barocchi. Il palazzo, abbandonato dalla famiglia verso la fine dell'mwauiOttocento, fu ceduto alla mwaumParrocchia Santa Maria ad Nives nel 1950. La struttura venne adibita a centro educativo e subì radicali manomissioni e ampliamenti che ne oscurarono l'originario profilo cinquecentesco.
Palazzo Prence
Come per gli altri palazzi cittadini, anche Palazzo Prence subì sostanziali rifacimenti nel corso dei secoli. Tuttavia è possibile ancora distinguere tracce originarie del mwauySeicento come alcuni affreschi interni, le mwaucvolte a botte lunettata e il portale d'ingresso. Quest'ultimo, opera del Chiarello, è sormontato da una statua di mwaugSan Michele Arcangelo che uccide il drago.
Architetture militari
Castello
L'attuale castello, progettato dall'architetto mwavuEvangelista Menga per volontà di Alfonso Castriota e completato nel mwavy1540, ingloba una fortezza sorta in epoca normanna ed ampliata successivamente dagli mwavcAngioini.
Ha una pianta quadrangolare ai cui vertici si innestano quattro possenti mwavkbaluardi a lancia. Lungo il perimetro si misurano novanta feritoie distribuite su tre ordini separati da una mwavocornice marcapiano. Dall'esterno è possibile distinguere il maschio a base scarpata realizzato nel mwavsXIII secolo. Il portale di gusto catalano-durazzesco, le cui decorazioni sono realizzate in mwavwcalcarenite locale integrate con stucchi, è tipicamente celebrativo. Nel cortile interno corrono enormi gallerie di collegamento ai bastioni. Sulla sinistra sorge il porticato Pinelli-Pignatelli. Sulla destra è presente la cappella di San Marco, interamente affrescata dal pittore manierista Gianserio Strafella. All'interno, negli ambienti residenziali cinquecenteschi, è presente una cappella gentilizia dedicata a mwav0Santa Maria Maddalena, con affreschi del mwav4Quattrocento, rinvenuta durante i lavori di restauro.
Nel 1886 il castello fu dichiarato mwawamonumento nazionale e nel 1955 sottoposto alle norme di tutela.
Porte della città vecchia
Porta di San Giuseppe
Nel 1430 fu il conte Tristano di Chiaromonte a far erigere il primo perimetro murario di Copertino e questa porta, detta originariamente mwawqdel Castello rappresentò per un secolo l'unica via di accesso all'abitato. Nel XVII secolo, secondo i canoni mwawucontroriformistici, la parte interna fu completamente affrescata con figure di santi, tra cui mwawySant'Oronzo. Nel 1754, in occasione della beatificazione di San Giuseppe il sindaco, Giulio Cesare Lezzi, la trasformò in arco di trionfo in onore del Beato concittadino.
Porta del Malassiso
Fino al 1895 al posto della colonna votiva di mwawkSan Sebastiano sorgeva l'antica porta del Malassiso, la seconda dopo quella detta mwawodel Castello, realizzata in seguito al rifacimento e all'ampliamento della cinta muraria, voluto nel 1540 da Alfonso Castriota. Al vertice di questa porta vi era la seicentesca statua raffigurante San Sebastiano, primo protettore della città. Dopo l'atterramento, la statua fu conservata nella vicina chiesa dei mwawspadri Domenicani e rimessa sull'attuale colonna nel 1925.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
• mwaxwAlbania - 191
• mwax4Romania - 133
• mwayaSenegal - 51
• mwayiIndia - 48
• mwayqPakistan - 47
• mwayyMarocco - 34
• mwaygCina - 21
Dialetto
Il dialetto parlato a Copertino è il mwazadialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al mwazedialetto leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: mwazimessapi, mwazmgreci, mwazqromani, mwazubizantini, mwazylongobardi, mwazcnormanni, mwazgalbanesi, mwazkfrancesi, mwazospagnoli.
Cultura
Istruzione
Biblioteche
• Biblioteca Comunale
Scuole
Esistono a Copertino cinque scuole dell'infanzia statali e una scuola dell'infanzia "Moschettini" privata paritaria; quattro scuole primarie; tre scuole medie inferiori; l'IISS "Don Tonino Bello" completo di Liceo Scientifico, Scienze Umane, Linguistico e Classico; un Istituto Tecnico Commerciale "V.Bachelet" e un Istituto Professionale per i Servizi Commerciali.
Musei
• Museo di San Giuseppe; Reliquie, indumenti, lettere, oggetti appartenuti a mwaausan Giuseppe da Copertino.
Media
Stampa
Dal 1945 si pubblica, annualmente, in occasione delle festività patronali, il giornale satirico-umoristico "mwaakLa Macennula". Prende il nome dal malevolo nomignolo affibbiato ai Copertinesi ad indicarne la volubilità di pensiero (la macennula, antico strumento utilizzato per dipanare le matasse di lana, gira sul suo asse in entrambe le direzioni...). Dagli stessi è stato però mutato in elemento di distinzione dal significato positivo, espressione di assoluta libertà di pensiero.
In occasione della sua settantesima uscita, nel 2014 è stata organizzata un'inedita esposizione delle 70 prime pagine nella Galleria Maria d'Enghien del Castello, assieme agli originali delle caricature degli anni Settanta, autore il Colonnello Mimì Martina, e dagli anni Ottanta in poi, realizzate dal Dottor Giuseppe Trono, organizzatore della mostra in collaborazione con Beppe Viva, mwaasart director.
Il 12 settembre 2025 viene presentato il volume "La Macennula 1945 - 2025: 80 anni di satira e storia copertinese" presso il Giardino del Vescovo nel Santuario di Santa Maria della Grottella a Copertino. Gli autori, Giuseppe Trono (caricaturista dal 1983) e Beppe Viva (direttore responsabile e principale redattore, subentrato al padre Antonio recentemente scomparso), curano da tempo la redazione del giornale e in occasione dell'ottantesimo anno di vita dello stesso, hanno realizzato questo libro di 340 pagine che racchiude retroscena, curiosità, storie, e la riproduzione di tutte le prime pagine, le caricature, gli articoli, le rubriche, le pubblicità di ottant'anni di vita di Copertino. Il lavoro è un dono ai cittadini di Copertino: viene infatti regalato con l'acquisto della Macennula.
Videoguida
2013 - A Copertino è stata girata la prima videoguida di VideoPercorsi dal titolo mwaa8Il borgo antico di Copertinocite-ref-9[9]
Cinema
Il paese ha ospitato talune riprese di alcuni film quali:
• mwabgmwabkLiberate i pesci! di mwaboCristina Comencini;
• mwabwmwab0Fine pena mai di mwab4Davide Barletti e Lorenzo Conte
Musica
Copertino è la città di mwacyGiuliano Sangiorgi e Andrea Mariano della famosa band dei mwaccNegramaro. Ha anche dato i natali al cantante e attore mwacgAdriano Pappalardo.
Eventi
Dal 31 Dicembre 2024 si svolge il festival di fine anno, il quale è un evento musicale annuale che si tiene il 31 dicembre e il 1º gennaio, ideato per celebrare l’arrivo del nuovo anno attraverso musica dal vivo, spettacoli e intrattenimento. La manifestazione si distingue per la partecipazione di artisti di caratura nazionale, che si alternano sul palco accompagnando il pubblico durante i festeggiamenti della mezzanotte e proseguendo con performance nella giornata successiva.
L’evento è concepito come un’esperienza immersiva e festosa che unisce musica, cultura e socialità, con l’obiettivo di offrire un punto di ritrovo collettivo per salutare il vecchio anno e accogliere quello nuovo. Il Vista Festival si svolge nella piazza principale e prevede una programmazione che spazia tra diversi generi musicali, con esibizioni dal vivo, DJ set e momenti di spettacolo.
• mwadkagosto - Il 5 agosto si celebra la Madonna della Neve. Durante tale festa i diversi quartieri della città si sfidano tra loro attraverso antichi giochi. Il tutto si conclude con una sfilata che vede la partecipazione degli stessi abitanti vestiti con abiti in uso nel paese durante il periodo di costruzione della Basilica "Sancta Maria ad Nives".
• mwadssettembre - Il 18 settembre si celebra San Giuseppe da Copertino. La festa comincia il 16 settembre e si conclude con un concerto il 19 dello stesso mese. In questo mese, il paese ospita il "meeting dei giovani" organizzato dai frati minori conventuali di Puglia. Tale incontro, della durata di due giorni, si conclude con l'affidamento del nuovo anno scolastico a S. Giuseppe da Copertino.
Economia
L'economia copertinese è fortemente legata all'agricoltura. Gli estesi vigneti che circondano la città rappresentano infatti uno dei punti di forza dell'economia locale. Famosi sono i vitigni di questa città, tra cui quello rosso del mwad8Negroamaro, e i vini prodotti da questo tipo d'uva: tra i tanti si ricordano il mwaeaCopertino, che ha ottenuto nel 1976 il riconoscimento della mwaeedenominazione di origine controllata, che comprende le tipologie rosso, rosato e rosso riserva. Importante è anche la produzione olivicola con la presenza di alcuni mwaeioleifici e la produzione artigianale con botteghe che si dedicano alla realizzazione di manufatti artistici in mwaemcartapesta, pietra, terracotta, legno, vetro e ferro. Rilevante è la produzione industriale con la presenza di piccole e medie imprese.
Infrastrutture e trasporti
Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:
I collegamenti intercomunali sono rappresentati da:
• SP114 Copertino-mwae8Sant'Isidoro (da cui poter raggiungere mwafaPorto Cesareo e il mwafetarantino);
• SP124 Copertino-mwafyCarmiano;
• SP16 Copertino-mwafsLecce (via mwafwSan Pietro in Lama);
• SP20-SP125 Copertino-mwaf4San Donato;
Ferrovie
La città è servita da una mwagustazione ferroviaria posta sulla linea mwagyNovoli-Gagliano del Capo delle mwagcFerrovie del Sud Est.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 15 settembre 1988 | 26 novembre 1991 | Luigi Marcelli | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 10 ] |
| 28 dicembre 1991 | 20 luglio 1992 | Francesco Greco | | Comm. straordinario | [ 10 ] |
| 20 luglio 1992 | 30 marzo 1993 | Giulio Cappelluti Tasti | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 10 ] |
| 24 maggio 1993 | 28 aprile 1997 | Gino Prete | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 10 ] |
| 28 aprile 1997 | 14 maggio 2001 | Antonio Pietro Ciccarese | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 10 ] |
| 31 maggio 2001 | 15 maggio 2003 | Pierluigi Pando | Partito Popolare Italiano | Sindaco | [ 10 ] |
| 9 giugno 2003 | 14 giugno 2004 | Nicola Prete | | Comm. straordinario | [ 10 ] |
| 15 giugno 2004 | 30 giugno 2008 | Giovanni Marcucci | centro-sinistra | Sindaco | [ 10 ] |
| 11 settembre 2008 | 21 giugno 2009 | Vincenzo Calignano | | Comm. straordinario | [ 10 ] |
| 23 giugno 2009 | 7 luglio 2014 | Giuseppe Rosafio | centro-destra | Sindaco | [ 10 ] |
| 11 giugno 2014 | 30 marzo 2019 | Sandrina Schito | civiche di centro-sinistra | Sindaco | [ 10 ] |
| 9 giugno 2019 | 24 giugno 2024 | Sandrina Schito | PD e civiche | Sindaco | [ 10 ] |
| 24 giugno 2024 | in carica | Vincenzo De Giorgi | Forza Italia | Sindaco | [ 10 ] |
Gemellaggi
Sport
Hanno sede nel comune la squadra di calcio a 5 femminile ASD Saint Joseph Copertino, che partecipa al campionato di mwakwserie A2 2017-2018cite-ref-11[11] e la società di calcio ASD Copertino che ha disputato campionati dilettantistici regionali.
Copertino DOC
All'area circostante Copertino è permessa la produzione di mwalmvino italiano DOC rosso e mwalqrosato. La mwaluvendemmia è limitata a 14 tonnellate di uva per ettaro, e i prodotti finali necessitano di una quantità minima di mwalyalcol etilico del 12%. I vini sono composti principalmente da mwalcNegroamaro con una miscela massima del 30% di mwalgMalvasia, mwalkMontepulciano e mwaloSangiovese (che è ulteriormente limitata al 15%). I vini etichettati Riserva devono invecchiare per almeno 2 anni prima della distribuzione e avere un livello minimo di alcol etilico pari al 12,5%.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwamqmwamumwamyBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwamcdemo.istat.it, mwamgISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwamwmwam0mwam4Classificazione sismica (mwam8mwanaXLS), su mwanerischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwanumwanymwancTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwangmwankPDF), in mwanociterefmwansLeggemwanw mwan026 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwan4Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwan8 151. mwaoaURL consultato il 25 aprile 2012 mwaoe(archiviato dall'mwaoiurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwaoymwaocmwaogValori climatici del Salento meridionale, su mwaokbiopuglia.iamb.it mwaoo(archiviato dall'mwaosurl originale il 6 maggio 2006).
cite-note-55. ↑ mwao8mwapamwapePagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, su mwapiconfedilizia.it. mwapmURL consultato l'8 gennaio 2010 mwapq(archiviato dall'mwapuurl originale il 27 gennaio 2010).
cite-note-66. ↑ mwapkmwapomwapsStoria Comune di Copertino, su mwapwcomune.copertino.le.it mwap0(archiviato dall'mwap4url originale il 18 dicembre 2009).
cite-note-77. ↑ Dati tratti da: mwaqimwaqmmwaqqmwaqumwaqyPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaqcmwaqgPDF), su mwaqkebiblio.istat.it, mwaqoISTAT. mwaqsmwaqwmwaq0mwaq4Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwaq8esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-88. ↑ mwarqmwarumwaryCittadini stranieri secondo statistiche demografiche ISTAT al 31 dicembre 2020, su mwarcdemo.istat.it.
cite-note-interno-103. mwat4http://amministratori.interno.it/
cite-note-1111. ↑ mwauimwaummwauqSito tuttocampo, su mwauututtocampo.it.
Bibliografia
• Giacomo Arditi, mwaukCorografia fisica e storica della provincia di Terra d'Otranto, Bologna, Forni, 1979.
• Franca Assante, mwausCittà e campagne nella Puglia del secolo XIX, in mwauwQuaderni Internazionali di Storia economica e sociale, Ginevra, Librairie Droz, 1975.
• Lorenzo Giustiniani, mwau4Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Napoli, 1797-1805, ristampa anastatica Bologna, Forni, 1969.
• Luigi Antonio Montefusco, mwavaLe successioni feudali in Terra d'Otranto. La provincia di Lecce, Novoli (Le), Tipografia A. Rizzo, 1994, 151-155.
Voci correlate
• mwavqCastello di Copertino
• mwavyGiuseppe da Copertino
• mwavgNegramaro
• mwavoDiocesi di Nardò-Gallipoli
• mwavwPietre d'inciampo in Puglia
• mwav4Basiliche in Italia
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Copertino
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.copertino.le.it.
• citerefsapere-itCopertino, su sapere.it, De Agostini.
• mwawuArchivio Beni Culturali - Comune di Copertino, su siusa.archivi.beniculturali.it.